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Al-Ghazali
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Abū Ḥāmid Muḥammad Ibn Muḥammad al-Tūsī al-Ghazālī, il cui nome venne latinizzato come Algazelcite-ref-abbagnano-1-0[1]cite-ref-vallecchi-2-0[2] e Algazeluscite-ref-vallecchi-2-1[2] nell'Europa medioevale (in persiano أبو حامد الغزالي‎; Tus, 1058Tus, 19 dicembre 1111), è stato un teologo, filosofo, mistico e giurista persiano, figura chiave nella storia del pensiero islamico. Considerato il più importante filosofo e teologo dell'Islamcite-ref-abbagnano-1-1[1]cite-ref-vallecchi-2-2[2], ad al-Ghazālī è riconosciuto soprattutto il merito di esser riuscito nell'unificare il sufismo con l'ortodossia legalecite-ref-3[3].

Persona di grande cultura, spirito avventuroso e inquieto, al-Ghazālī è stato l'autore di almeno 50 opere letterariecite-ref-merriam-webster-4-0[4] in mwiaarabo trattanti diverse tematiche, dalla mwiqfilosofia neoplatonica alla mwigteologia islamica, dal mwiwmisticismo sufi alla mwjagiurisprudenzacite-ref-merriam-webster-4-1[4].

Tra i suoi scritti più famosi ed influenti figurano soprattutto mwkgIḥyāʾ ʿulūm al-dīn e mwkwMaqāṣid al-falāsifacite-ref-merriam-webster-4-2[4]; quest'ultimo trovò successo anche in mwmaEuropa ed è stato uno dei primi libri ad essere tradotto dall'arabo in mwmqlatinocite-ref-merriam-webster-4-3[4].

Contents

Opere
Note

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Biografia

al-Ghazālī nacque nel mwoq1058 a mwogTus, una città situata nella provincia di mwowKhorasan, in mwpaPersia. Suo padre, un seguace della corrente mwpqmistica mwpgsufi, morì quando al-Ghazali era ancora giovane. Insieme a suo fratello minore, mwpwAhmad Ghazali (che diverrà assai noto come teorico dell'amore mistico), furono seguiti, per alcuni anni, da un amico del padre.

Nel mwqq1070 i due fratelli si trasferirono nella persiana mwqgGorgan, capitale del mwqwGolestan, ove per un periodo di sette anni, studiarono nelle scuole religiose (mwramwrqmadrasa) locali la giurisprudenza coranica (mwrgfiqh), prima di ritornare a Tus.

Intorno al mwsa1080 si trasferì a mwsqNishapur, nel nordest dell'mwsgIran, dove intraprese gli studi in una apprezzata scuola musulmana.

Terminati gli studi, iniziò la carriera di professore presso la rinomata università musulmana di mwtaBaghdad della mwtqNizāmiyya, dal nome del celebre mwtgvisir mwtwselgiuchide mwuaNizam al-Mulk, che fu suo promotore e protettore.

Improvvisamente nel mwug1095, pare a seguito di una profonda crisi spirituale, abbandonò la sua carriera di docente per dedicarsi all'approfondimento dei temi della mistica (mwuwtasawwuf). Intraprese il mwvapellegrinaggio alla mwvqMecca e successivamente si recò in visita a mwvgDamasco, mwvwGerusalemme e mwwaMedina. Infine, ritornò nella sua città natale, per trascorrervi gli ultimi anni di vita attendendo al completamento del suo opus magnum, la mwwqIḥyāʾʾ ʿulūm al-dīn (mwwgRivivificazione delle scienze religiose) considerato la summa del sapere teologico mwwwislamico nel mwxaMedioevo.

al-Ghazālī contribuì in modo decisivo alla sistematizzazione delle dottrine del sufismo e alla sua accettazione ed integrazione nel corpo dell'ortodossia islamica. Era uno studioso dell'islam sunnita, appartenente alla scuola di diritto mwxgsciafeita e alla scuola di mwxwteologia mwyaasharita. Ricevette molti titoli come mwyqSharaf al-aʾimma ossia "onore degli imam" (mwygin arabo شرف الائمه‎mwyw?), mwzaZayn al-dīn ovvero "ornamento della fede" (mwzqin arabo زین الدین‎mwzg?), mwzwḤujjat al-Islām, cioè "prova dell'Islam" (mwaain arabo حجة الاسلام‎mwaq?).

Collocabile nell'alveo della influente scuola teologica asharita (fondata nel X secolo da al-Ash'ari) se ne differenziò per alcuni aspetti, soprattutto riuscendo a infondervi una marcata sensibilità mistica.cite-ref-5[5]

Oltre ad essere stato un mwcateologo, e un mwcqfilosofo, compì studi nei campi della mwcgcosmologia, della mwcwfisica e della mwdagiurisprudenza.

Educazione

al-Ghazālī nacque nella città di mwdwTūṣ (mweaKhorasan) o in un villaggio vicino, in una famiglia mweqpersiana di mezzi modesti, alcuni dei quali erano noti per la loro competenza e passione per il misticismo mwegsufi.

Era ancora giovane quando suo padre morì, dopo aver incaricato uno dei suoi amici mwfasufi di occuparsi dell'educazione dei suoi due figli. L'amico in questione adempì all'incarico fino all'esaurimento dei fondi lasciati dal padre: a quel punto, consigliò ai due fratelli di entrare in una mwfqmadrasa, in cui gli allievi seguivano vari corsi ed erano materialmente mantenuti. al-Ghazālī avrebbe iniziato verso l'età di sette anni con lo studio della mwfgLingua araba e della mwfwLingua persiana, del mwgaCorano e dei principi della religione islamica. Dopo la madrasa, frequentò un ciclo di studi secondari superiori, che comportavano lo studio del mwgqmwggfiqh (giurisprudenza islamica) e dell'esegesi mwgwmwhatafsīr del testo coranico e dei mwhqmwhgḥadīth (tradizioni giuridicamente rilevanti).

Verso l'età di 15 anni si stabilì a mwiaGorgan, centro fiorente del sapere all'epoca, situato a 160mwiq km da Tūṣ, per studiare (secondo Subkī) il mwigfiqh con l'mwiwImam al-Ismāʿīlī (1084).cite-ref-6[6] Questo tipo di "viaggio alla ricerca della conoscenza" (mwkamwkqṭalab al-ʿilm) al fine di seguire l'insegnamento dei maestri famosi del momento, era una delle tradizioni educative dell'mwkgIslam. Ritornò l'anno seguente a Tūṣ, dove rimase tre anni, dedicati a memorizzare e meglio comprendere ciò che aveva trascritto dell'insegnamento dei suoi maestri.

Poi si recò a mwlaNaysabur (mwlqNishapur), dove soggiornò dal 1081 al 1085. Qui studiò il mwlgfiqh, la teologia dogmatica (mwlwmwmakalām) e la logica, così come, gli elementi di filosofia, dall'Imam Abu al-Ma'ali al-Juwayni, il giureconsulto di rito mwmgsciafeita più celebre dell'epoca. al-Ghazālī aveva allora 23 anni. Durante i cinque anni che seguirono, fu allievo e assistente dell'Imam al-Juwaynī, e cominciò a pubblicare alcuni lavori e a studiare il mwmwsufismo con un altro mwnamwnqshaykh, Abū ʿAlī al-Fārmadhī.

Opere

Anche se la tradizione gliene attribuisce più di 400cite-ref-merriam-webster-4-4[4], al-Ghazālī in realtà scrisse 50cite-ref-merriam-webster-4-5[4] libri, trattanti diversi campi di studio (scienza, filosofia, sufismo ecc.). Il suo mwrwL'incoerenza dei filosofi (mwsaTahāfut al-falāsifa) dell'mwsqXI secolo segnò una svolta nella mwsgepistemologia islamica, ove al-Ghazali sviluppò alcuni aspetti dello mwswscetticismo filosofico che sarebbe entrato nella filosofia occidentale solo grazie a mwtaCartesio, mwtqGeorge Berkeley e mwtgDavid Hume. L'incontro con lo scetticismo portò al-Ghazālī ad abbracciare una forma di mwtwoccasionalismo teologico, nel credere che tutti gli eventi e le interazioni causali non fossero prodotte da circostanze materiali ma siano espressioni immediate e tangibili della volontà di Dio.

Lmwuq'mwugIncoerenza segnò anche un punto di svolta nella filosofia islamica con il forte rinnegamento di mwuwAristotele e mwvaPlatone. Il libro aveva come bersaglio polemico la mwvqfalāsifa («filosofia», termine arabo dal trasparente etimo greco), coltivata dai filosofi musulmani dall'mwvgVIII all'mwvwXI secolo (i più famosi dei quali erano mwwaal-Kindi, mwwqAvicenna e mwwgal-Farabi) che si rifacevano agli mwwwantichi greci. al-Ghazālī denunciò i filosofi greci come non-credenti ed etichettò coloro che utilizzavano la loro dottrina come corruttori della fede islamica, salvo poi, nell'introduzione a quest'opera, i mwxaMaqāṣid al-falāsifa (mwxqLe intenzioni dei filosofi), esporre senza accenno di confutazione le tesi dei filosofi da lui contestati, finendo così paradossalmente con l'essere annoverato tra questi già nella cultura latina del mwxgXII e mwxwXIII secolo.

I temi principali sviluppati in quest'opera erano: la negazione della teoria dell'mwyqeternità del mondo, l'affermazione della conoscenza da parte di Dio delle cose particolari e non solo delle leggi generali del creato, la denuncia dell'incapacità dei filosofi di provare l'esistenza di Dio, la confutazione della tesi dei filosofi tendente ad assegnare a Dio il ruolo di costruttore del mondo, privato, però, nello stesso tempo degli attributi divini (l'idea del mwygDemiurgo), l'inabilità dei filosofi a dimostrare sia l'unità di Dio, sia la spiritualità dell'anima, quest'ultima esistente in modo indipendente dal corpo.cite-ref-7[7]

Nel secolo successivo, mw1wAverroè scrisse una lunga refutazione dellmw2a'mw2qIncoerenza chiamandola mw2gIncoerenza dell'Incoerenza (Tahafut al-Tahafut), tuttavia il corso epistemologico del pensiero islamico era già marcato.

L'opera capitale di al-Ghazālī è lmw3a'mw3qIḥyāʾ ʿulūm al-dīn (mw3gmw3wLa rinascita delle scienze religiose o mw4aLa rivivificazione delle scienze religiose), risalente agli inizi del XII secolo, divisa in numerosi libri che configurano una vera e propria enciclopedia del sapere teologico nell'Islam medievale. Vi sono trattati, in modo sistematico e organicamente organizzato, la giurisprudenza (mw4qfiqh), la teologia (mw4gkalām) e la mistica ispirata al mw4wsufismo. Contiene quattro sezioni principali: un quarto (mw5aRubʿ) è dedicato agli mw5qAtti di fede (Rubʿ al-ʿibādāt), un quarto alle mw5gNorme di vita quotidiana (Rubʿ al-Adatāt), un quarto alle mw5wStrade della perdizione (Rubʿ al-Muhlikāt) e un ultimo quarto alle mw6aStrade della salvezza (Rubʿ al-Munjiyāt). Nei secoli sono stati redatti numerosi commenti ai libri dellmw6q'mw6gIḥyāʾ: mw6w«Se tutte le scienze islamiche dovessero scomparire, si potrebbero ricreare nuovamente dallmw7a'Iḥyāʾ ʿulūm al-dīnmw7q». Di quest'opera al-Ghazali scrisse un ampio riassunto in mw7gpersiano con il titolo mw7wAlchimia della felicità (mw8aKīmyā-ye saʿādat).

Altri contributi

Al-Ghazālī si distinse anche per i suoi incisivi studi sulla teoria mw8watomistica, che prendendo spunto dalle precedenti teorie mw9agreche e mw9qindiane, rilevava negli atomi l'unica sostanza perpetua, presente nell'universo.cite-ref-8[8]
Nell'opera citata mw-wIḥyāʾ ʿulūm al-dīn, si pronunciò a favore della mw-amedicina, valutata come una disciplina scientifica lodevole, seppur non religiosa, mentre condannò le pratiche mw-qastrologiche.
Nei suoi scritti appoggiò l'uso della dissezione e lo sviluppo degli studi di mw-wanatomia, in quanto evidenziavano agli occhi dei ricercatori le meraviglie del creato e quindi l'esistenza e la bontà dell'opera divina.cite-ref-9[9]
Nel settore della mwaqucosmologia al-Ghazālī sostenne la teoria, appoggiata dai mwaqyteologi e mwaqcfilosofi medievali, di un universo dal tempo non infinito e avente avuto un inizio, in opposizione ai filosofi greci che ritenevano il contrario.cite-ref-craig-10-0[10]
La sua produzione nel campo della mwaq0psicologia fu di notevole spessore, basti ricordare i suoi studi sul mwaq4 e sui moti psicologici dell'individuo (mwaq8desideri e mwararabbie); fu uno dei primi studiosi a suddividere le origini mwaresensoriali, in cinque sensi esterni e in cinque interni (immaginazione, riflessione, pensiero, associazione, dissociazione), di cui cercò di localizzare la sede nel cervello.cite-ref-11[11] Discusse se la mwaryconoscenza sia innata o acquisita e delineò le differenze intercorrenti fra animali e uomini, oltre a quelle fra malattia fisica e spirituale.

Influenze

L'opera di al-Ghazālī ha influito sia sui filosofi musulmani che sui filosofi cristiani del mwar0Medioevo, i quali cominciarono a conoscerlo dall'mwar4XI-mwar8XII secolo attraverso le traduzioni latine compiute soprattutto in mwasaSpagna presso il celebre collegio dei traduttori di mwaseToledo.

«Non vi sono dubbi che le opere di al-Ghazali furono tra le prime ad attirare l'attenzione degli studiosi europei»

(Margaret Smith, Al-Ghazali: The Mistic, Londra 1944cite-ref-12[12])

La prima opera di mwaskRamon Llull fu la traduzione mwasocatalana della mwassLògica d'Algatzell (1271).

La stessa Margaret Smith sottolinea:

«Il più grande degli scrittori cristiani fu

san Tommaso d'Aquino

(1225-1274), che studiò gli scrittori arabi ed ammise di esserne grande debitore. Studiò all'Università di Napoli, dove l'influenza della letteratura e della cultura araba al tempo era predominante.»

(Margaret Smith, Al-Ghazali: the Mistic, Londra, 1944)

L'influsso di al-Ghazali è stato comparato con l'opera di san Tommaso d'Aquino per la teologia cristiana, ma i due differiscono grandemente nel metodo e nella fede. Mentre Ghazali respinge i filosofi non islamici come Aristotele e dice di non accettare i loro insegnamenti in base al loro non essere credenti, l'Aquinate considera tutti e incorpora il pensiero greco e latino nella sua filosofia.

Traduzioni italiane

• Abu Hamid al-Ghazali, mwatmScritti scelti, a cura di mwatqL. Veccia Vaglieri e R. Rubinacci, UTET, Torino 1970
• Abu Hamid al-Ghazali, mwatyL'inizio della Retta Guida, a cura di G. Celentano, SITI, Trieste 1989
• Abu Hamid al-Ghazali, mwatgL'unicità divina e l'abbandono fiducioso, a cura di P. Urizzi, Il Cerchio, Rimini 1995
• Abu Hamid al-Ghazali, mwatoIl libro della meditazione, a cura di G. Celentano, SITI, Trieste 1988
• Abu Hamid al-Ghazali, mwatwLettera al discepolo, a cura di F. Peirone, Ed. Esperienze, Fossano 1972
• Abu Hamid al-Ghazali, mwat4Lettera a un discepolo, a cura di S. Ciccarello, Sellerio editore, Palermo, 1992
• Abu Hamid al-Ghazali, mwauaL'amore di Dio, a cura di C. Fabrizi, EMI, Bologna 2004
• Abu Hamid al-Ghazali, mwauiLa perla preziosa. La vita dopo la morte, a cura di T. Villani e P. Dalla Vigna, Mimesis, Milano 2000
• Abu Hamid al-Ghazali, mwauqIl libro del matrimonio, a cura di Y. Tawfik e R. Rossi Testa, Lindau, Torino 1995
• Abu Hamid al-Ghazali, mwauyIl concerto mistico e l'estasi, a cura di A. Iacovella, Il leone verde, Torino 1999
• Abu Hamid al-Ghazali, mwaugLa vigilanza e l'esame di coscienza, a cura di M. A. Golfetto, Il leone verde, Torino 2005
• Abu Hamid al-Ghazali, mwauoLa bilancia dell'azione e altri scritti, a cura di Massimo Campanini, UTET, Torino 2005
• Abu Hamid al-Ghazali, mwauwLe meraviglie del cuore, a cura di I. Peta, Il leone verde, Torino 2006
• Abu Hamid al-Ghazali, mwau4Le perle del Corano, a cura d M. Campanini, Rizzoli-BUR, Milano 2000
• Abu Hamid al-Ghazali, mwavaUna brillante confutazione della divinità di Gesù sulla base del testo del Vangelo, Mimesis, Milano 2007
• Abu Hamid al-Ghazali, mwaviTrattato sul Destino, Mimesis, Milano 2009
• Abu Hamid al-Ghazali, mwavqLa Nicchia delle Luci, a cura di Laura Veccia Vaglieri e Roberto Rubinacci; Tea edizioni (prima edizione Tea 1989)
• mwavyAbu Hamid al-Ghazālī, Le luci della sapienza, a cura di Massimo Campanini, collana Conoscenza religiosa, Milano, SE, 2017 [2012], ISBN 9788867236725.

Note

cite-note-abbagnano-11. mwav8N. Abbagnano (a cura di). mwawaStoria della filosofia, Vol. I, pp. 471-472. mwaweUTET, mwawiTorino mwawm1974.
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cite-note-33. (mwaxmmwaxqEN) mwaxumwaxyal-Ghazālī in mwaxcmwaxgEncyclopædia Britannica.
cite-note-merriam-webster-44. mwayyDoniger, Wendy; mwaycEliade, Mircea (a cura di). mwaygMerriam-Webster's Encyclopedia of World Religions, pp. 376-377. Merriam-Webster, 2000, ISBN 0-87779-044-2.
cite-note-55. R.M. Frank, mway0Al-Ghazali and the Ash'arite School, Duke University Press, Londra, 1994
cite-note-66. al-Subkī (mwazeṬabaqāt al-Shāfiʿiyya al-Kubrā, ed. A.F. Helo e M. M. Tanji, Maṭbaʿat al-Ḥalabī, VI, p. 196) parla di Abū Naṣr al-Ismāʿīlī, ossia Muḥammad b. Aḥmad b. Ibrāhīm b. Ismāʿīl (m. 1014), confondendolo con il cugino (e vero maestro di al-Ghazali) Ismāʿīl b. Masʿada b. Ismāʿīl b. Aḥmad b. Ibrāhīm b. Ismāʿīl (m. 1084).
cite-note-77. "La filosofia medievale" a cura di François Châtelet, ediz. BUR Rizzoli, 1976 (alle pagine 83, 84 - voce «Al-Ghazali»)
cite-note-88. L. Gardet, «mwazgdjuz'» in mwazkmwazoThe Encyclopaedia of Islam, CD-ROM Edition, v. 1.1, Leiden, Brill, 2001.
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cite-note-1111. Amber Haque, "Psychology from Islamic Perspective: Contributions of Early Muslim Scholars and Challenges to Contemporary Muslim Psychologists", mwaayJournal of Religion and Health, vol. 43 (2004), pp. 357-377.
cite-note-1212. Margaret Smith, mwaaoAl-Ghazali: the Mistic, Londra, 1944, 220 pagg.

Bibliografia

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• Paolo Nicelli, Al-Ghazali: mwabaTheologian and Spiritual Master, mwabeEncounter, 283 a. (2002) Rom, 35 S. 11089. HAMBURGER, Mechthild (Red. www.interrel.de/biblio12.htm - 353k).
• Farouk Mitha, mwabmAl-Ghazali and the Ismailis: A Debate on Reason and Authority in Medieval Islam, I. B. Tauris, 2002 ISBN 1860647928
• mwabyMassimo Campanini, Postfazione, in al-Ghazālī, Le luci della sapienza, a cura di Massimo Campanini, collana Conoscenza religiosa, Milano, SE, 2017 [2012], pp. 155-171, ISBN 9788867236725.

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Collegamenti esterni

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• mwacaAbu Hamid Al-Ghazali, su ghazali.org.